martedì 31 gennaio 2012

A proposito di Milan Kundera, audreyorke, subway readers e pesi massimi

Chi di voi lunedì scorso si è perso il post sui subway readers di audreyorke faccia ammenda e corra subito a rimediare.
A chi ha invece apprezzato i suoi lettori romantici e visionari regalo un pezzo che Mélanie Francès, aka audreyorke, ha scritto per il Washington Post sulle sue scorribande metropolitane.
Vi dico solo che inizia con una citazione di Milan Kundera.

Pesi massimi

“Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa?
Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell'uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l'immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica.”
L'insostenibile leggerezza dell'essere
Milan Kundera
SR#1
  

Eleganza naturale


Pecore nere - Capitolo 2


Capitolo 2
In quest'era in cui si trovano più romanzi gialli in libreria che pane da un panettiere, ho sentito l'esigenza di spiegare ai miei fedeli lettori perché io scrivo. Cosa mi spinge a continuare a praticare la professione dello scrittore e perché abbia scelto un genere oggi tanto sfruttato, da autori di talento o di ventura.
Qui, in questa introduzione, voglio precisare brevemente perché scrivo questo saggio sulla scrittura. 
Partendo dalle mie motivazioni personali, vorrei poi riflettere sulla condizione dello scrittore nell'era moderna, per aiutare il lettore a orientarsi in un intricato labirinto di autori, e per offrire all'aspirante scrittore materiale su cui riflettere, per rispondere con sincera semplicità alla domanda: "Voglio davvero scrivere?".
Quando il telefono squillò, le persiane del soggiorno erano ormai spalancate, e Gustav trasalì, non aspettandosi di essere interrotto. 
<<Pronto?>>
<<Sono Martina. Hai visto che stasera Michele Papi presenta il suo ultimo libro?>>
<<Sì, lo devo aver letto da qualche parte...>>
<<È alle nove. Io vorrei andare. Ti va di venire?>>
<<Mah... ho ingranato così bene con la traduzione...>>
<<Non hai detto che volevi annusare da vicino il mondo letterario? Questo è uno che vende centomila copie a titolo. Stai pur certo che il mondo letterario ruota intorno a lui, stasera. Passami a prendere alle otto e un quarto. Meglio arrivare un po' in anticipo, se vogliamo sederci.>>
Gustav sospirò. <<D'accordo. L'ho detto. Lo farò.>>
<<Bravo il mio Gustav. A dopo.>>
Avrebbe preferito finire dilaniato sotto un treno, sbranato da una tigre, andare a mendicare in metropolitana, ignorato da alcuni e insultato da altri. Avrebbe preferito qualsiasi cosa, ma non una serata intellectual chic. Perché di quello si sarebbe trattato. 
A Milano non accadeva nulla di pubblicamente rilevante che non fosse frequentato da un'orda di gente alla moda. Inutile dire che Gustav non c'entrava niente con la moda. Non che se ne andasse in giro vestito come un pezzente, ma proprio non gli interessava cosa pensassero gli altri dei suoi abiti, dei suoi modi e delle sue frequentazioni. Malatesta gli aveva ripetuto più e più volte di non lasciarsi sfuggire con nessuno che non si teneva in forma con yoga e tai-chi, rispettando il feng-shui e diete vegetariane. Gli raccontava tutto quello che i veri VIP dovevano sapere, senza tener conto del fatto che Gustav era un perfetto sconosciuto, che aveva la malaugurata idea di fare lo scrittore.
Gustav era d'accordo con Guido che non poteva ignorare il panorama culturale che lo circondava, ma quello sottoculturale era convinto di poterselo lasciare sfrecciare di fianco senza degnarlo di un secondo sguardo. 
E ora eccolo lì, costretto a partecipare a una serata che si prospettava a dir poco sconcertante.

lunedì 30 gennaio 2012

Scrivere è questione di stile


Leggere è la premessa irrinunciabile per imparare a scrivere. Poi ognuno svilupperà un suo stile, attraversando fasi diverse, finché non si troverà a proprio agio con la sua scrittura. E se l'infanzia è il momento in cui meglio si imparano le lingue, la musica e il disegno, perché non può essere anche il momento in cui nasce un amore incondizionato per la scrittura?

Buddismi nascosti II

Il tempo non è mai reale. Se ti sembra lungo, vuol dire che è lungo, se ti sembra breve, è breve, ma quanto sia lungo o breve in realtà, non lo sa nessuno.
Thomas Mann in

Elemental, Watson, Elemental



Come un segugio ho cercato gli indizi sparsi nella mia mente e nel Web, e alla fine ho trovato la perla che cercavo: un posticino a Londra dove dovrò assolutamente far tappa alla mia prossima visita, per vedere se riesco a trovare qualche pezzo vintage, magari very British, per dare un tocco di calore alla mia casa. Il posto è Elemental, al 67 di Brushfield Street nel quartiere di Spitafield.

venerdì 27 gennaio 2012

Snoopy e la mia cuccia


Vi sarete accorti che su questo Blog siamo delle vere fanatiche dei Peanuts, tutti, nessuno escluso. L'unico cane della mia infanzia, dopo la dipartita di Fufi (sì, lo so, ma non l'ho scelto io), cagnolino del gestore del bar dove i miei genitori erano soliti fermarsi per un caffè, è stato il mitico Snoopy. Avevo un magnifico pupazzo di pezza, con maglia rossa e jeans, veramente strepitoso (poi caduto nelle grinfie di mia nipote, e da allora disperso. Snoopy, se mi senti torna a casa!) e tutti i gadget possibili e immaginabili, dai quaderni alle borse alle gomme agli adesivi e via dicendo. Be', e i fumetti, of course. E ora cosa scopro grazie a Nordic Design? Che esiste un divano dedicato al MIO cane. Lo produce Versus, su disegno della coppia danese Iskos-Berlin.

giovedì 26 gennaio 2012

Parole sante

"Farci licenziare è la cosa migliore che può succederci" dice Tyler. "Almeno così la smetteremmo di menarcela e faremmo qualcosa della nostra vita."
Chack Palahniuk in Fight Club

Traduttore: Tullio Bobner
Editore: Mondadori


mercoledì 25 gennaio 2012

Incertezza

DefinizioneNatura imprecisa, contraddittoria di un dato conoscitivo che, quindi, genera dubbi, perplessità 2 Mancanza di prevedibilità 3 Stato di dubbio, incertezza in cui si trova chi non ha sufficienti elementi conoscitivi per stabilire che cosa sia vero e che cosa sia falso, giusto o sbagliato 4 Mancanza di sicurezza: estens. ogni episodio, ogni fatto che rivela tale stato d'animo.


Applicazione: Direi che non ci sono molte altre parole che racchiudano in sé l'essenza del momento storico che stiamo vivendo. E ovviamente l'incertezza economica è solo la punta dell'iceberg di tutta una serie di incertezze che generano incertezze che generano catastrofi, emotive-culturali-sociali. Non sappiamo se il nostro Paese un giorno di questi si sveglierà in bancarotta, non sappiamo se domani avremo ancora un lavoro, non sappiamo se il vicino di casa o di banco ti sorride per gioia o per dolore, non sappiamo perché siamo arrivati dove siamo e non sappiamo - soprattutto - dove stiamo andando.

martedì 24 gennaio 2012

Insopportabili

streetlamps by cigo2009
streetlamps, a photo by cigo2009 on Flickr.
Il mio proposito di positività mi imporrebbe di pensare all'inverso, cioè non dovrei attaccare con le cose che non sopporto, bensì con quelle che adoro, in modo che quelle là, quelle brutte, passassero in secondo piano, sempre più lontane, lontane, lontane. Ecco, non ci sono più. Poi però ti volti e te le ritrovi di nuovo davanti. Eh no, allora qui c'è bisogno di chiarezza. Non sopporto:
1. I sorrisi falsi
2. Le mezze verità
3. L'egocentrismo
4. Lo sprezzo
5. La panna sopra la cioccolata in tazza
6. La pasta scotta
7. L'odore del cavolfiore
8. I SUV
9. L'odore di sigaretta
10. Le spiagge affollate

Puntevirgola. Espressioni randomiche di una gravidanza fuori controllo

Noi per ora la chiameremo semplicemente Puntevirgola.
Il fatto che io la conosca da molto, molto tempo non depone certo a suo favore. 
Certo, allora portavamo cerchietti bombati rossi, eravamo molto pallide e già si intuiva quale sarebbe stata l'asse portante della nostra fisionomia. Quindi non siamo molto cambiate. Lei è il mio appiglio cinico quando tutto intorno a me diventa mellifluo. Abbiamo condiviso tutto quello che era lecito condividere, a volte devo dire anche con risultati scadenti. Una sola cosa ci mancava. Finché non è rimasta incinta. Quindi non vogliatemene se ho deciso di affidare alla sua voce il racconto di quest'avventura, che non ha la pretesa di essere universale né condiviso da tutti. 
E' semplicemente un punto di vista, ma spesso basta guardare le cose da un'altra prospettiva 
per sentirci meno soli.
© M2 riproduzione riservata

Pecore nere - Capitolo 1


Capitolo 1
L'uomo con gli occhiali dalla montatura d'oro guardava il semi-cerchio di giovani aspiranti scrittori davanti a sé con gli occhi spalancati in una silenziosa minaccia. Poi lasciò ricadere sulla scrivania il plico di fogli che teneva in mano. <<Spazzatura!  Mangime per trogloditi su due zampe. Scrivete solo cazzate! I vostri racconti mancano di respiro. Sono parole morte, che vanno bene solo per incensare il vostro ego gonfiato di putridume. Che relazione ha tutto questo...>> L'uomo fece una pausa a effetto, agitando in aria il plico di fogli. <<... Con la società in cui viviamo? Dove sono gli sfigati qua dentro? Che fine hanno fatto gli operai? Avete mai sentito parlare di lotta sociale? La conoscete la storia di questo paese? Quella recente, intendo. E li leggete i giornali? Dove stanno, qua dentro, gli emarginati? Questi sono racconti di figli di papà che si sono messi in testa di scrivere perché non sono riusciti a fare niente altro nella vita...>>
Uno degli studenti alzò la mano per poter intervenire. Gesto timido, ma sguardo provocatorio.
<<Gustav Nightingale. Che c'è? Vuoi protestare? Non è con me che devi protestare, ma con il mondo là fuori.>>
<<Vorrei solo fare una domanda, per capire meglio.>>
<<Da quello che scrivi, si deduce che non capirai mai niente. Ma sentiamo che domanda intelligente devi PORRE. Si pone una domanda, non la si FA. Proprietà di linguaggio, se volete scrivere dovete avere proprietà di linguaggio. Avanti, sentiamo.>>
<<Uno scrittore non dovrebbe sempre scrivere di ciò che conosce? Forse tra di noi non ci sono operai, o emarginati in senso letterale. Si può essere critici nei confronti della società anche parlando di disagi che non siano prettamente sociali. No?>>
L'uomo con gli occhiali dalla montatura d'oro tornò a sgranare gli occhi. Inspirò fino a riempirsi i polmoni e spalancò poi la bocca, lasciando uscire una fiammata, che raggiunse Gustav Nightingale nell'esatto istante in cui lui sobbalzò a sedere sul letto, la fronte imperlata di sudore, il respiro affannoso e il cuore al trotto. 

lunedì 23 gennaio 2012

Wanna be there

walking by the sea by cigo2009
walking by the sea, a photo by cigo2009 on Flickr.
Non provate mai la sensazione di appartenere a un altro luogo? Un luogo lontano, che non ha nemmeno mai fatto parte davvero della vostra vita. Di questa che state vivendo, per lo meno. Ci sono momenti in cui delle piccole banalità quotidiane mi rimandano a quel luogo. E allora vorrei trasportare là tutta la mia vita, ma tutta tutta, eh.

Attesa


I subwayreaders di @audreyyorke. Non vi ricordano qualcuno?

Non ci sono dubbi, Instagram ha rivoluzionato il modo con cui condividiamo non solo immagini ma stralci di vita, ha rimpicciolito un mondo che già grazie a internet da almeno due decenni sembra essere a portata di mano - e di click - ovunque e per chiunque. In questo mondo piccolino le sorprese sono davvero dietro l'angolo. Ed è quindi stato per me assolutamente normale constatare che i miei metroreaders si erano trasferiti a Montreal. Anzi no, erano anche a Montreal. Anzi, ancora no, a Montreal c'era una ragazza che aveva la mia stessa ossessione, quella di fotografare il lector metropolitanus nell'atto per lui più intimo e religioso. E lo faceva come me di nascosto, inventandosi angoli e inquadrature rubati e illeciti, solo per il gusto di testimoniare al mondo che no, non è vero che il libro è morto. Il libro è vivo! E viaggia anche parecchio.
Questa ragazza è audreyyorke e noi l'abbiamo intervistata:

venerdì 20 gennaio 2012

Pausa


In memoria pervicace e silenziosa


Novant'anni di vita se ne vanno in un soffio e io perdo un pezzettino della mia storia, e con essa la consapevolezza delle mie radici.
O forse questo dono me lo restituisce la memoria, pervicace e silenziosa, che proprio quando pensavo di non avere che fotografie sbiadite, istantanee rubate frettolosamente al tempo e all'oblio, mi restituisce fotogrammi e sequenze montati in ordine solo apparentemente casuale. E come tutti i vecchi filmini anche il mio possiede quei cambi improvvisi di prospettiva e di inquadratura, come se fra quei due fotogrammi che non collimano fosse nascosto il fantasma di un tempo e di uno spazio rubati incoscientemente alla vita.
Mi mancherà sapere chi sono attraverso i tuoi occhi e poterli rivedere nella luce spavalda di quelli che da tre anni li ospitano, in una staffetta dei geni e della memoria che non smetterà mai di stupirmi.
Ciao nonna.

Sì, viaggiare


Noi pendolari, categoria bistrattata dai trasporti, incompresa dai colleghi, snobbata dagli amici, siamo una community inconsapevole. Ci vediamo tutti i giorni, sempre più o meno sugli stessi treni, compagni di sventure che non si rivolgono neanche la parola, punti di riferimento nei momenti di smarrimento spazio-temporale. Mi è capitato più volte di credere che avrei perso il treno (pendolare anomala, sprovvista di orologio, fino a ieri) poi, in metropolitana, intravedere una faccia nota mi ha riportato alla calma: se lui/lei non corre, posso prendermela comoda anch'io.

mercoledì 18 gennaio 2012

Spegni la luce

daino by cigo2009
daino, a photo by cigo2009 on Flickr.
Spegni la luce, se fuori c'è il sole
chiudi gli occhi per trovar le parole.
Parla con grazia, sorridi spesso,
il tuo futuro è qui adesso.
Poche regole, le detta il cuore,
lo spirito che le segue è di buonumore

Cold and foggy


martedì 17 gennaio 2012

Cosa ci ha insegnato Mary Poppins?


La scena è la seguente:
voi, genitori dissennati con un'indole fortemente votata all'autodistruzione, avete lasciato incustodita la cameretta, con un piccolo alien di età compresa tra i due e i dodici anni all'interno, per tre/cinque minuti massimo. Tornate e lo scenario che vi si palesa innanzi vi ricorda alcuni fotogrammi di Good Moooorning Vietnam.

Kitchen corner


lunedì 16 gennaio 2012

Lunedì

DefinizionePrimo giorno della settimana civile (nel calendario cristiano ed ebraico è il secondo), successivo alla domenica


Applicazione: per quanto mi riguarda sarebbe un giorno da rendere festivo, come il sabato, perché non si può pensare di tornare a lavorare di lunedì, vi pare? Inoltre, nella storia ci sono un sacco di lunedì neri, dopo quello del 1929. Quindi direi che porta sfortuna molto più del venerdì. Per esempio, questo lunedì sarebbe da cancellare per un sacco di motivi che non sto qui a elencare. Il lunedì non ti siedi in treno nemmeno se fingi uno svenimento o mostri una finta, ma credibilissima, pancia da gravidanza inoltrata. No, gente, il mio motto è No More Mondays. Eh sì, perché bisognerebbe anche cambiargli nome. 

Parade


Torre di luce


venerdì 13 gennaio 2012

Disegni per un venerdì 13

Oggi è venerdì 13, e come mi faceva notare qualcuno "mia nonna non sarebbe neanche uscita di casa". E io infatti sono qui. Per tenere a bada gli spiriti del male ho deciso di deliziare le vostre papille visive con i disegni di Erugiery, assolutamente adatti all'atmosfera. E siccome secondo le statistiche qualcuno arriva su questo blog digitando il tag "cinismo", noi non lo deludiamo. Signore e signori ecco a voi Mr. Erugiery, intreccio di budella, sangue, ironia, e favole che di certo non vi lascerà indifferenti.

Il ruGGGe nasce, cresce e sopravvive in un tedioso paesino della brianza, tra 106 discoteche e 2 farmacie.
Ha un sacco di amici (tra cui il Ventolin), mangia quando si ricorda, per il resto disegna e si ammala.
Ma disegnare gli riesce davvero bene e lo fa su qualsiasi supporto gli capiti a tiro. Ma proprio qualsiasi. Come un codice civile LEX trovato per strada, su cui illustra una favola di Natale non ancora scritta (questo è un appello, Mr. Erugiery?)

Elenchi di inizio anno


Siamo ormai quasi alla metà di gennaio e ancora non ho stilato elenchi, né di desideri, né di propositi né altro. Be', direi che è giunto il momento, solo per riordinare i pensieri, individuare le priorità e mantenere la calma, senza andarmene in giro continuamente a dire: "Presto che è tardi, presto che è tardi".
Inizio con i desideri, quelli materiali e consumistici, così ce li lasciamo subito alle spalle e possiamo passare a faccende più serie.

giovedì 12 gennaio 2012

Una giornata col sorriso

Forse sembrerò ripetitiva e un po' fissatella, ma se ripeto è perché ne sono convinta e ci credo veramente.
Credo che il sorriso possa cambiare radicalmente una giornata e l'approccio alla vita. Credo che un atteggiamento positivo, quello che ormai da qualche mese chiamiamo in gergo lo smileriot, abbia il potere di cambiare gli eventi intorno a noi in nostro favore. Magari questi cambiamenti non sono immediatamente percepibili, magari non sono i cambiamenti che avremmo desiderato, ma sono cambiamenti che portano ad altri cambiamenti che ci avvicinano ai cambiamenti che avremmo desiderato, e se non lo fanno vuol dire che quei cambiamenti non andavano bene per noi.
Il potere del sorriso è dirompente, lo diceva anche Patch Adams, e penso che un po' di sorriso, un po' di leggerezza che ci aiuti a non prendere tutto troppo sul serio si trovino un po' ovunque nella nostra giornata, basta avere occhi attenti e vigili, cuore aperto e mente predisposta all'ironia e all'autoironia.
Ieri ho avuto modo di sorridere ben 11 volte.
E adesso le voglio condividere con voi. Nel caso oggi abbiate sorriso ancora poco, magari incrementate la vostra media.
Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è stato il mio:



Il blocco dello scrittore


Questa storia inizia in un cassetto, dove custodivo un sogno e qualche manoscritto. Cose brevi, solo racconti, forse per mancanza d'ardire o perché mi sento un po' un Cartier Bresson della parola, con le dovute proporzioni di genio, ovviamente.
Ero abbastanza prolifica e venivo folgorata da argomenti di scrittura proprio come un fotografo che guardando la realtà attorno a sé "vede" Lo Scatto, quello interessante, quello significativo.
Per rendere concreto il mio sogno di scrittore, decisi un giorno di partecipare a un corso di scrittura creativa, dove certamente mi avrebbero aiutato a trovare un metodo per rendere il mio scrivere qualcosa di più serio. E non avevo tutti i torti. Solo qualcuno. In effetti volevano rendermi uno scrittore talmente professionale da rinunciare alla mia voce e al mio sguardo per assumere quello dell'editore, alla ricerca del nuovo genio letterario italiano.

mercoledì 11 gennaio 2012

Oggi mi sento ai frutti di bosco

Guardate un po' in cosa sono inciampata oggi. Mai cadere fu più dolce. Una spilla gustosa per una donna graziosa (che non sarei io, eh. Una donna graziosa qualunque).

Ciao Faber

Tredici anni fa moriva Fabrizio De André, proprio come sette anni dopo morì mio padre.
Voglio ricordare oggi due anime belle e poetiche che, se si fossero incontrate, sono certa si sarebbero strette la mano con quel riserbo intelligente e gentile, si sarebbero accesi una sigaretta e avrebbero parlato del Protovangelo di Giacomo e probabilmente si sarebbero tracannati un bicchierino di whisky. Di certo si sarebbero piaciuti.
Rendo memoria a entrambi con il primo pezzo di Fabrizio che mio padre mi fece sentire in età semi adulta.
Spero che stiate bene, ovunque voi siate.


Un'immagine vale più di mille parole

Dunque, è capitato che ieri qualcuno mi abbia chiesto urgentemente una foto di me medesima per un articolo che comparirà su un certo giornale a breve. Bene, se qualcuno di voi mi conosce almeno un po' sa che non posseggo foto normali, in cui non faccio le corna, non nascondo la faccia dietro un bicchiere di vino, non bevo, non mangio, non biascico, non sono piegata a novanta a raccogliere pannolini e non indosso cerchietti assurdi. Il che fa di me una persona triste e decisamente poco fotogenica
Quindi la ricerca è stata dura e a tratti estenuante. A un certo punto, presa dal panico e dalla minaccia di non far uscire il pezzo, mi sono messa a fotografare me stessa in tutte le posizioni, angolazioni e luci possibili. Orrore. Alla fine un'amica mi ha rifilato una foto scattata un paio d'anni fa in un'enoteca dove stranamente non reggo un bicchiere fra le dita ma in compenso sembro fatta di ansiolitici.
Detto questo vi volevo mostrare le foto che ho scartato perché troppo poco professionali e non consone al contesto. Perché secondo me invece posseggono un certo spessore. E perché, in queste ultime settimane, ho la sensazione di essermi presa troppo sul serio .



martedì 10 gennaio 2012

Un elefante nella stanza


Sono grandi, giganteschi, eppure suscitano tanta tenerezza, persino quelli veri. Figurarsi quelli colorati di Mairo, con quelle orecchie e quegli occhi un po' così, che ti viene subito voglia di abbracciarli. Dalle tende, alle lenzuola ai cuscini, passando per borse a bavaglini.

La dura legge del Passaggio Ponte


Sono stata assente due settimane e come al solito non ho la giustifica.
Ma posso contare su qualcosa di molto più interessante per discolparmi. Durante questi giorni sono giunta a una conclusione amara, come una di quelle pillole che devi buttare giù per guarire o uno di quei bocconi che devi inghiottire per non morire di fame.
Questa verità si esplica nella dura legge del Passaggio Ponte.

Amicizia

Definizione1 Sentimento di affetto, di simpatia, di solidarietà, di stima tra due o più persone, che si traduce in rapporti di dimestichezza e familiarità 2 estens. Alleanza, buone relazioni 3 Per eufemismo, relazione amorosa 4 (spec. pl.) Persone amiche


Applicazione: l'amicizia per me è così importante che a volte credo di essere mitomane, perché scopro di essere l'unica, in una data relazione di amicizia, a provare affetto, simpatia, solidarietà e stima. Ma al di là dei miei evidenti problemi personali, ritengo che il sentimento di amicizia sia alla base di una società prospera e felice. Non è un post a favore del buonismo, ma della sincerità e del rispetto. Troppo spesso trovo una totale assenza di rispetto nei confronti degli altri, una presunzione di superiorità tutta da dimostrare, a mio avviso sterile e velenosa, che come Napalm soffoca qualsiasi barlume di buone intenzioni, di buone relazioni e di amicizia, rendendo il terreno sociale sterile e inadeguato alla crescita persino di quell'individuo che crede in quel modo di primeggiare sul povero ingenuo che subisce il suo astio. Sì, è vero, c'è un po' di astio anche in questo post. Anzi, no. Si tratta solo di delusione, di sensazione di impotenza. Ma è solo un momento, e poi la fiducia nello #smileriot riprende forza. Peace and love... and be happy.

lunedì 9 gennaio 2012

Old design, new use


Un ultimo brindisi?


Dopo tanti brindisi non ho posso fare a meno di parlare di bicchieri. Si chiamano Lempi, ovviamente vengono dal nord, li produce Iittala da Helsinky e li ha disegnati lo svedese Matti Klenell. Sono adatti a svariati usi, dal latte al Cabernet, e si impilano per la gioia di chi non ha molto spazio o di chi ama collezionare bicchieri e tazze a più non posso.

giovedì 5 gennaio 2012

for a Happy New Year



English version
So, here we are again! Christmas holidays are almost over and il cesto dei tesori has got new projects for you to follow, if you like. I hope you have seen our OCaHome project, where we're going to show some photographs on home and living, and we have some new ideas, that will hopefully come true very soon. They are about writing, about design, about architecture and about photograph. A whole new year is awaiting. "Let's hope it's a good one, without any fear." *

Vocabulary
to be over = essere finito
if you like = se vi/ti va
come true = avverarsi

martedì 3 gennaio 2012

Ottimismo

DefinizioneDisposizione a considerare la vita in una prospettiva positiva e negli aspetti più belli; tendenza a prevedere, in casi dubbi, la soluzione migliore o più favorevole 


Applicazione: Una persona a me vicina sostiene che tutti gli stupidi sono ottimisti. Non so se sia un modo, nemmeno troppo velato, di dare a me della stupida, ma poco importa. Io conosco molti stupidi pessimisti, e sono convinta che la vera caratteristica dello stupido sia la superstizione, che è spesso legata al pessimismo, o a una inconscia convinzione di una propria innata incapacità di cavarsela con le proprie forze nelle circostanze più avverse. Questo 2012 non parte sotto i migliori auspici a livello mondiale, tra la tragica situazione economica e le previsioni Maya, ci sarebbe poco da stare allegri. Io credo, però, che se ognuno di noi crede in se stesso, nella propria forza interiore, e se si sforza di vedere ogni difficoltà come opportunità (la vita ne è piena, di piccole e di grandi), allora il futuro sarà roseo per tutti. Esorto, me stessa per prima, a uscire dai nostri piccoli egoismi, dal crogiolo delle nostre sofferenze e lamentele, e ad affrontare ogni giorno all'insegna della felicità. Non perdete tempo a cercarla, perché la felicità vera esiste solo nel presente.
Buon anno a tutti.

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