lunedì 24 dicembre 2012

I nostri auguri


Di cuore vi auguriamo un bianco Natale, anche nel caso in cui sarete costretti a rinunciare alla neve. Che sia bianco e immacolato, puro e fresco, perfetto e armonico, che vi porti gioia e amore e nuovi sogni per il nuovo anno.

venerdì 21 dicembre 2012

Lino e Tina. Un ebook solidale


Siamo arrivati alla fine di questo folle, bellissimo periodo che ci separa dalla Festa per eccellenza, quella che riempie l'aria di nuovi propositi e di diverse prospettive. Noi staccheremo la spina per un po',  per goderci il silenzio e la magia di questi giorni.
Vi lasciamo in compagnia di Elena Valli grafica, illustratrice e blogger, e Annalisa Uccheddu editor di Siska Editore. Insieme hanno dato vita a Lino e Tina, un ebook solidale.
E insieme vi raccontano il loro sogno.   



Da dove nascono Lino e Tina? A che cosa vi siete ispirate?

Elena: L’idea di Lino e Tina mi è venuta grazie a un’amica comune che mi ha spinto a cercare di realizzare un mio sogno. I personaggi, poi, sono nati anche grazie alla fantasia del mio piccolo che ama molto le storie e i racconti. Quando gli ho raccontato che avrei voluto disegnare due personaggi per una storia, mi ha detto che gli piacevano il cavalluccio marino e la tartaruga.
Annalisa: Questa è la prova che i bambini vanno sempre ascoltati.

giovedì 20 dicembre 2012

200 anni di Grimm


200 anni fa i fratelli Grimm pubblicavano le Fiabe del focolare.
Oggi noi celebriamo il loro struggente, cupo, e spesso brutale immaginario con una raccolta delle illustrazioni che, a nostro parere, maggiormente rappresentano le atmosfere delle fiabe più famose di tutti i tempi.
A partire da quelle che compongono la nuova edizione delle Fiabe, targata Taschen.

Una selezione di 27 delle storie più belle e amate dei Grimm, appositamente ritradotte perché aderissero al meglio al linguaggio dei testi originali. Le meravigliose illustrazioni che compongono questo mosaico della fantasia sono opera dei più famosi illustratori del periodo compreso tra il 1820 e il 1950, tra cui spiccano Kay Nielsen, Walter Crane e i leader dell'illustrazione tedesca del XIX secolo Gustav Süs, Heinrich Leutemann e Viktor Paul Mohn. 


Canto di Natale


Vorrei esprimere qui il mio sentimento natalizio, prendendo spunto dallo spettacolo di Natale della scuola materna. Al di là dell'evento religioso o della mera corsa consumistica, il Natale è magia, persino ora che Santa Klaus è stato smascherato e che so benissimo che non esiste nessuna casetta su al Polo, dove gli elfi lavorano alacremente.

mercoledì 19 dicembre 2012

My Baby wishlist - Benedetta

Mia ha messo la letterina sull'albero ieri. Sì perché lei è contraria al modus operandi tradizionale, quello come lo fanno tutti, quindi niente spedizione con tanto di indirizzo criptico e fumoso Babbo Natale, Polo Nord - Sì ma ce l'avrà un indirizzo preciso Babbo Natale, in fondo possiede un palazzo intero!, ma uno stratagemma più sensato, perché in fondo si sa che Babbo Natale è magico, altrimenti non potrebbe far volare le renne, quindi cosa vuoi che sia per lui teletrasportarsi fino a casa nostra, prendere la letterina e portarsela via?
Questa lunga e insensata premessa per dirvi che dopo averla furtivamente aperta e letta, l'ho richiusa e ho pianto.

Quindi questo sarà un post su quello che io vorrei che volesse e che vorrei comprarle, ma che probabilmente non comprerò:

Moulin Roty - Valise de Couture  2 -3 The Little Experience - Knit-it Emily Elephant Kit  4-5 L'atelier de Couture Moulin Roty - Mademoiselle Kenotte 

My Baby wishlist - Cristina

Eccoci a una lista dei desideri a misura di bambino. Come vi spiegavo nel post su Santa Lucia, a casa mia la letterina si scrive a lei, e Babbo Natale porta delle sorprese. Quindi la lista dei desideri della piccola Cigo sarà una lista un po' ideale e idealista, perché Natale non è forse il momento migliore per alimentare i sogni?
Quindi, innanzitutto, vorrebbe un Bianco Natale, con tanta tanta neve da poterci fare un igloo, versione nordica della casetta in giardino. 

martedì 18 dicembre 2012

pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra

Il 10 dicembre 1997 ero al Teatro Carlo Felice di Genova per un concerto.
Era M'innamoravo di tutto, l'ultimo tour live di Fabrizio De André, ma io non lo sapevo ancora.
Avrei assistito a un vero miracolo, ma non lo sapevo ancora.
Da lì a un anno De André sarebbe morto, ma non lo sapevo ancora.
Da lì a due anni io avrei lasciato definitivamente la mia città, ma non lo sapevo ancora.

Adesso che so tutto, frugo tra i ricordi di quello che ero e ritrovo i suoni, gli umori, i pensieri di quella e di molte altre sere nell'arco di ventitré anni e li ritrovo custoditi in un unico volume, Fabrizio De Andrè. I concerti. Un compendio di immagini e suoni che io vi ripropongo senza alcun preziosismo, se non quello delle sue parole.


lunedì 17 dicembre 2012

Ora tocca alla mia wishlist

Bene, Natale è alle porte, il conto in banca si sente natalizio pure lui e vuole vestirsi di rosso, non ha ancora capito che il nero gli si addice di più. ecco dunque una carrellata di immagini, direttamente tratte dalla mia bacheca Pinterest "My style" per dare a tutti uno spunto di regalo, sia per me che per altri, ovviamente, dato che purtroppo non ci conosciamo tutti di persona. Poi, sul biglietto, potete mettere "gioiosamente suggerito da un'OCa in stile".
Enjoy.

venerdì 14 dicembre 2012

Caro Babbo Natale

Oggi nevica e quando nevica è più Natale di quando non nevica, questo è un fatto assodato. 
Quindi sono pronta per scrivere la mia letterina e spedirla a chiunque la voglia esaudire e mi voglia rendere felice.

Cari Babbi Natale,
per queste feste io vorrei:

Un ritratto di Arianna Coltorti, perché bottoni, lana, stoffe, guarnizioni e bulloni a volte sanno catturare l'essenza di ciò che siamo meglio di uno specchio.

Wallpeople 

giovedì 13 dicembre 2012

Questa non è una stroncatura


Premetto che non sono particolarmente versata all'esplorazione del panorama letterario o cinematografico italiano, per una mia genetica propensione all'area anglofona o nordica in generale del mondo. Però non sono di quei tipi che per partito preso non considerano nemmeno la possibilità di trovare un'opera italiana contemporanea di decente qualità. Anzi. Si tratta di un difetto di cui sono consapevole, come l'atteggaimento cifotico (gobba?, quale gobba?) che mi sforzo di combattere. Anche perché so che, soprattutto in campo letterario, ciò che mi perdo non è poco. Allora, qualche giorno fa, seguendo la mia bussola libresca, mentre cercavo un vago qualcosa in libreria, mi imbattei nel romanzo di Lello Gurrado Invertendo l'ordine dei fattori e d'impulso lo comprai.
Devo ammettere che non è stata una folgorazione, rimangono molte perplessità sullo stile del dire-dire-dire invece del mostrare-mostrare-mostrare. Forse però, essendo raccontato in prima persona, il dire prevale sull'agire, ma proprio mentre lo scrivo non ne sono per niente convinta.

mercoledì 12 dicembre 2012

Il glitter è una condizione dell'anima

Pupa glittering body Tattoo

E' successo che ieri era il mio compleanno.
E ora, alle luci del giorno dopo, lo posso affermare: dovrebbe essere obbligatorio per legge che ogni ragazza, il giorno del suo compleanno, riceva in dono ciglia finte e tatuaggi glitterati.

martedì 11 dicembre 2012

La notte più lunga che ci sia


Il 13 dicembre ricorre la festa di Santa Lucia, che commemora Santa Lucia da Siracusa, la cui storia trovate dettagliata qui. La festa è molto sentita in Sicilia, e ho scoperto giusto oggi anche in Svezia, ma io qui vi parlo di come in alcune province del nord Italia (Trentino occidentale, provincia di Udine, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Verona) funga da figura portatrice di doni, usanza nata negli anni Trenta. In teoria sarebbe una sostituta di Babbo Natale, ma da che io ricordi i doni a dicembre li hanno sempre portati entrambi.
A casa mia, in particolare, si scriveva una lettera a Santa Lucia, se eri stato bravo ti avrebbe accontentato (almeno in parte), sennò ti avrebbe portato del carbone (infatti, tra i dolci che accompagnavano immancabilmente i doni, c'era anche del carbone di zucchero, un vero attentato ai denti). Poi, il 25 dicembre, Babbo Natale avrebbe portato dei regali a sorpresa. Ma questa regola credo vigesse solo a casa mia.

lunedì 10 dicembre 2012

Mahalia Jackson. La magia del Natale in musica.

Mahalia Jackson - May 17, 1957, Prayer Pilgrimage for Freedom in Washington, D.C.

Questo è un post natalizio, anche se dalle foto non si direbbe.
Perciò lo dichiaro all'inizio, per non creare malintesi.

Per me il Natale è negli occhi, nelle luci che accendono l'aria, nei colori intermittenti che si riflettono in sfere che hanno un sapore quasi divinatorio, mentre me ne sto seduta al buio a pensare che sì, quello che deve ancora venire sarà l'anno migliore di tutti. Perché accontentarsi è un po' come morire.
Il Natale lo sento nel palato, e lo dichiaro subito, sono una fan del pandolce genovese, quello basso con l'uvetta, e delle bollicine, ma solo quando si festeggia.
Per me il Natale è nelle orecchie, nelle canzoni che accompagnavano le mani di mio padre e mia madre nella composizione di un albero solitamente imponente, lo stesso albero che una notte decise di suicidarsi, schiantandosi al suolo soverchiato dalle aspettative di chi gli rivolgeva occhiate fiduciose, e sì, forse avevo esagerato con gli addobbi.
Senza quelle canzoni il Natale si svuota per me di ogni significato. E dire che non erano tutti capolavori quelli che si ascoltavano a casa, anzi ricordo che i brani che apprezzavo di più allora, commuovendomi fino alle lacrime, erano quelli del Piccolo Coro dell'Antoniano.
Ma c'era una donna che con la sua voce arricchiva quei momenti di una magia intensa, palpabile, un'artista che cantava col cuore, con la pancia, con gli occhi, con la fronte, con qualsiasi parte del corpo venisse attraversata e sublimata dalla Musica.
Il suo nome era Mahalia jackson.

Big sunset


venerdì 7 dicembre 2012

Dal bagno sono un'ottima madre


Sono stati sette anni di gioie e di conquiste. Di stanchezza e frustrazione. Sette anni di parole in piena, richieste continue e continue autoaffermazioni, Sono sette anni che non riesco più a stare da sola, a serntire i miei pensieri, a farmi delle domande, anche sceme, qualunque cosa provi che nella mia testa è acceso ancora un barlume di consapevolezza e di capacità di autoanalisi. Sette anni che ho messo il pilota automatico e vado avanti a microtraguardi, come Homer quando vede una Duff.
Ma in questi anni ho imparato a rivalutare e sfruttare al meglio gli spazi segreti che la casa mi offre. Li uso per nascondermi, per fare la pausa caffè, staccare la spina e godermi la mia compagnia.
Prima di avere figli il mio luogo d'elezione era la cucina: lì facevo tutto tranne quello per cui era naturalmente preposta, fare da mangiare. In cucina studiavo, mangiucchiavo, chiacchieravo, telefonavo, baciavo. La cucina era tutto quello di cui avessi bisogno in una casa.
Ma da sette anni il mio luogo d'elezione è un altro.
Adesso ho una cucina non abitabile e tutti gli altri spazi sono invasi dai vessilli della guerriglia nanesca.
L'unico posto che posso ancora considerare un porto franco è il bagno.

mercoledì 5 dicembre 2012

A tavolaaa...

Raccontiamola tutta, la forma conta, eccome. Non può prescindere dalla sostanza, ma senza forma la bellezza perde molto del proprio splendore. E contano anche i riti, che siano religiosi o profani, e mai come a Natale tutto questo diventa vero e palpabile. A Natale ci piace essere dentro l'atmosfera fino al collo. Luci, colori, dall'albero alle decorazioni sulla porta, senza dimenticare, ovviamente, la tavola. Il pranzo (o per alcuni il cenone, a seconda delle zone) è uno dei pilastri del rito natalizio, e con lui la tavola. Il set del pranzo non può essere lasciato al caso, dai piatti alle posate al centrotavola. Ecco alcune atmosfere che mi piacerebbe saper riprodurre. Grand design nordico, ma ovviamente si può fare anche un salto all'Ikea.
Può essere di un classico blu...

Arabia Finland

martedì 4 dicembre 2012

Libri, profumi e poesia. Lo swap di Natale di Anna the Nice.

©Annathnice
Il tempo sembra essere oggi il nostro bene più prezioso. Risicato, ritagliato, frantumato, perso, guadagnato. Di tempo non ne abbiamo mai, almeno non quanto ne vorremmo, e come ogni bene di lusso diventa automaticamente prezioso proprio a causa della sua irreperibilità.
Ma noi sappiamo anche che il tempo è elastico e soggettivo. Al lavoro il tempo non passa mai, non importa quante volte guardi l'orologio o quante gite organizzi in bagno, quella maledetta lancetta si diverte a rimanere inchiodata lì, sempre allo stesso punto, come se i suoi ingranaggi fossero oliati a bostik. Durante un concerto invece, quando le luci si accendono mentre tu sei ancora invasa dal sacro fuoco del rock, ti sembra che la band sia stata sul palco giusto il tempo di tre pezzi e sei pronta a lanciargli pomodori, carciofi e toh pure un reggiseno che ti eri preventivamente portata da casa, non si sa mai, quando ti accorgi che in realtà sono già passate tre ore.
Insomma amici, il succo del discorso è che il tempo secondo me bisogna guadagnarselo, è necessario stilare una personalissima lista delle priorità per riuscire a trovare il tempo di fare quello che amiamo davvero e soprattutto quello che ci rende felici.
Dovremmo essere in grado di ritagliarci il nostro angolino di felicità giornaliero, anche a costo di sacrificare qualcosa. Perché qualcosa va sempre sacrificato.



lunedì 3 dicembre 2012

Jingle bells

Natale si avvicina e, non so voi, a me piace essere circondata da oggettistica che mi ricordi l'inverno, la neve, il freddo, le feste... insomma le vacanze e il mio child-side duro a morire.
Ecco allora che ho pensato una piccola-pivvola selezione di oggetti per voi e i vostri bambini, per scaldarsi, divertirsi e ridere insieme (che Natale è senza risate - oh-oh-oh).
Oeuf be good (dopo)

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