giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: Love Eggs

Ci ho provato, giuro che ci ho provato.
Ci ho pensato e ripensato e poi mi sono detta: è inutile fingere, io non so cucinare e nonostante non mi sia ancora persa una puntata di Masterchef non posso improvvisarmi chef in una sola sera.
Ma quando ho sentito parlare per la prima volta di #freearecipe ho deciso che avrei partecipato a qualsiasi costo. Non solo perché c'è in ballo un progetto di solidarietà in favore il Centro Astalli di Roma, che da trent'anni si occupa di accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati, ma perché è un altro esempio, uno dei tanti, di come si possa fare Rete in modo solidale, ironico e intelligente.
Così ho deciso che avrei fatto a modo mio e che ci sarei andata giù pesante di metafora.
Perché se è vero che la cucina nutre il corpo, è altrettanto vero che cucinare in coppia fa bene al cuore.
Quindi quella che ho deciso di liberare per voi oggi non è una semplice ricetta delle uova all'occhio ma è la ricetta (senza pretese di verità assoluta) di un rapporto di coppia di sana e robusta costituzione, ben nutrito e saporito quanto basta.

Partiamo dagli ingredienti:



mercoledì 30 gennaio 2013

Winter Party

I compleanni d'inverno sono come un parco acquatico senza scivoli, la scuola durante le vacanze, una giornata di sole con la febbre. Tutto l'immaginario legato alle feste di compleanno - picnic sull'erba, prendisole leggeri e impalpabili, cappelli in paglia, piedi nudi e gambe scoperte, giochi all'aria aperta - a chi compie gli anni in inverno viene negato. O quantomeno compresso in un minuscolo spazio vitale (cit).
Io compio gli anni a dicembre, Mia a gennaio, Bianca a febbraio. Mi sembra chiaro che non solo non ho mai avuto il privilegio di avere una festa d'estate, ma nemmeno quello di organizzarne una.
Tuttavia, data la mia trentennale esperienza di feste d'inverno, mi sono permessa di stilare un breve elenco degli aspetti positivi che non saltano subito agli occhi.

Sweet Shoppe Birthday Party

martedì 29 gennaio 2013

La più bella del reame

Pubblicità sessista anni Cinquanta

La condizione arretrata della donna in Italia e in parte colpa della pubblicità?
A me non piace ammetterlo, perché sono una patita di comunicazione e di conseguenza sono tra quelli che non usano il telecomando durante i consigli per gli acquisti, però di pubblicità belle ce ne sono ben poche e mi irrita constatare come la creatività lasci sempre più spesso il passo alla banalità. La rima è casuale e non indica affatto similarità tra i due concetti, che vivono invece agli antipodi.
Quello che constato, a livello di comunicazione in generale, è che si mira sempre di più alla pancia degli spettatori, senza alcuna considerazione per il loro cervello. Scopo della comunicazione sembra essere unicamente vendere, a qualunque costo. Ma io dico, e non sono la sola, che comunicare contiene anche una responsabilità sociale.

lunedì 28 gennaio 2013

Sostenibilità, serenità, lavoro

Oggi vi presentiamo un'impresa al femminile, dove essere imprenditrice non prescinde mai dall'essere sensibile, attenta e impegnata. Si tratta dei saloni di parrucchiere Anna José, che potete trovare a Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. Una realtà che da piccola è cresciuta, senza ma venir meno ai valori della persona, anzi enfatizzandoli e offrendo servizi non solo alle clienti, ma anche alla forza lavoro, quasi tutta al femminile. Di seguito un'intervista alla titolare Anna e qualche domanda ad alcune ragazze che abbiamo incontrato da lei in un sabato di neve.


1. Puoi raccontarci brevemente come hai fatto il passo da piccolo salone di parrucchiera a una catena che porta il tuo nome?

Più che un passo lo definirei un cammino fatto di tanti passi.  Man mano che mi addentravo su per il sentiero, mi trovavo ad avere l'esigenza di apportare cambiamenti, il tutto motivato dal desiderio di soddisfare la clientela. Una specie di catena, la clientela soddisfatta aumentava e rendeva necessario aumentare il personale e gli spazi operativi. Per mantenere la soddisfazione dei clienti abbiamo sempre molto investito nella formazione del personale, tra queste alcune persone sono rimaste così a lungo da crescere al punto di poter/dover  investire sulla loro autonomia e così sono nati il secondo e il terzo salone...

venerdì 25 gennaio 2013

Pillole di educazione sentimentale


- Mamma, ma quei due si sono baciati, quindi vuol dire che si sposano.
- Bè, nana, sì, Jasmine e Aladin probabilmente si sposeranno, ma non perché si sono baciati, semplicemente perché si amano.
- Non è vero, un bacio è una promessa, e le promesse si mantengono.
- Sì, nana, d'accordo, ma....
- Io quando bacerò qualcuno, lo sposerò, sarò costretta a farlo.
- A parte che tu non sarai costretta a fare proprio niente, piuttosto passerò sul cadavere di qualcuno, ma non ti sembra una visione un po' estremista?
- No, mamma, è l'amore che è così.

Ho sempre pensato che le favole Disney fossero diseducative, ma non immaginavo fino a che punto.

giovedì 24 gennaio 2013

Re-design per cameretta


Non so voi, ma io ho un continuo problema di spazio, soprattutto in cameretta, dove i giochi si accumulano esigendo spazio inesistente. Posso buttare questo gioco da piccoli? Noooo. Posso scartare questa maglietta? Mah, magari le va ancora bene... aspettiamo la stagione giusta. Così giochi e vestiti prolificano incontrastati in ogni interstizio.
Ecco allora che si inizia a pensare a qualche soluzione cool per nascondere tutto.

mercoledì 23 gennaio 2013

Hollywood mania


Non è una vera e propria passione, la mia, perché non so il tempo di aver visto un musical hollywoodiano, però ricordo che da ragazzina mi facevano impazzire. Quelle donne bellisime (tipo Marylin, per esempio, o Audrey), quelle canzoni stupende (che nessuno si sognava di tradurre, almeno nei musical più belli), perché diciamocelo, non c'è niente di peggio di una canzone tradotta. Riesce a rovinare un film.

martedì 22 gennaio 2013

Ogni foto è un ricordo

Voi ne avete tante di foto ricordo? Io per fortuna pochissime, - certo, se parliamo del periodo successivo al momento in cui mi sono affrancata, non senza qualche rigurgito nostalgico, dai cerchietti bombati, i capelli crespi e gli occhialini rossi di metallo. La mia adolescenza, insomma. Prima non avevo facoltà di oppormi al rito sacrificale della foto ricordo. La svolta avvenne circa nel 1988, delle immagini precedenti vado fiera solo di quella che mi ritrae in versione punkettona alla Cyndi Lauper. 
Non lo sto dicendo perché non mi piace ricordare, anzi. Solo che in foto vengo veramente ma veramente una merda. Quindi l'atto del ricordare implicherebbe, in questo caso per me, il dolore di una presa di coscienza, e lo sanno anche i bambini che è meglio non ricordare ciò che ci fa soffrire.
Ma come al solito sto divagando.


Ci sono invece due ragazzi che delle foto ricordo hanno fatto un'Arte. 

lunedì 21 gennaio 2013

52 Weeks Project con gli occhi di Giorgia e Camilla

Questo post si potrebbe intitolare: la condivisione fa bene a chi la fa. E infatti non c'è niente che mi faccia stare bene come condividere progetti preziosi, frutto di instancabile ricerca, di una passione divorante e di sudore q.b.
Il progetto di cui vi parlo oggi è prima di tutto fotografico, ma non solo. Può essere considerato un progetto di vita o il progetto della vita, a seconda di come ognuno di noi intende quei piccoli atti creativi di cui disseminiamo le nostre giornate e senza i quali perderemmo la poesia del quotidiano.
Il 52 Weeks Project impegna chi se ne fa carico a scattare una foto a settimana seguendo una linea tematica. Un mosaico di immagini che ci rappresentano in evoluzione, per un anno intero. Ed è questo che maggiormente mi affascina di questo progetto. Potermi vedere in movimento, poter vedere con i miei occhi come le mie impressioni mutino, le mie sensazioni riguardo a un argomento si trasformino nel corso del tempo, come i miei punti di vista si evolvano. 52 momenti di vita che raccontano una storia. La mia.

Hanno raccolto la sfida due donne diverse ma a mio parere complementari, accomunate dalla facilità con cui riescono a raccontarsi per immagini.



venerdì 18 gennaio 2013

I bambini pensanti


Ci si aspetta sempre che i bambini siano tutti uguali, e appena uno è un po' diverso, ci si preoccupa. Certo, è normale, perché i piccoli non sanno rassicurarci delle loro "stranezze" come farebbe un adulto. Questo libro, che non ho ancora letto ma che è già entrato nella mia lista, vede la questione dal punto di vista di questo bambino, che proprio non capisce perché gli adulti lo definiscano difficile. Questa distanza di prospettive viene resa attraverso l'atmosfera straniante del sogno. Oh, e l'autore è uno dei principali scrittori inglesi contemporanei, Ian McEwan, che in questo caso ci allieta con una storia per bambini. Anzi, per bambini e per adulti insieme, e forse ci aiuta a ricordare come eravamo, come pensavamo e come sentivamo quando anche noi eravamo piccoli e candidi e belli.

giovedì 17 gennaio 2013

Atmosfere Art Deco

St. Margaret's Bay, near Dover, Kent, ©Joan Street
ep. The Clocks
Già lo sapete, ho un debole per l'architettura, ho un debole per l'architettura art deco e ho un debole per Poirot, l'eroe di Agatha Christie. Lo adoro non solo nei libri, ma anche nella serie TV, di cui continuo a riguardare gli episodi proposti dal canale SKY Diva Universal. A proposito, cara Diva Universal, potremmo vedere le serie nuove? Grazie.
Ma torniamo a noi: l'architettura e la bellezza. Questi telefilm sono pieni zeppi di riferimenti art deco, si vedono meravigliose ville bianche dalle linee tondeggianti che non so che cosa darei per poter visitare. Mi è venuto in mente, allora, che forse avrei potuto fare una ricerchina su Internet, ed ecco che mi sono imbattuta nel sito tvlocations.net, non aggiornato di recente, però. Perché in Inghilterra questi edifici (non sono solo case) vengono preservati e qui in Italia vengono spesso rasi al suolo, magari per fare spazio a un inutile ed ennesimo centro commerciale, come nel caso della casa di Casalpusterlengo (LO), che ora non esiste più perché al suo posto c'è un supermercato, a un centinaio di metri da un altro supermercato?

Questione di scelte


La vita è una questione di scelta. Abbiamo tutti a disposizione un barattolo di perline colorate, ma dipende solo da noi che tipo di collana saremo capaci di farne.
E con questa massima alla Forrest Gump magari sarà più facile affrontare una grigia giornata in ufficio. Sarà più facile affrontare una grigia giornata in ufficio. Sarà più facile affrontare una grigia giornata in ufficio.Sarà più facile affrontare una grigia giornata in ufficio.

mercoledì 16 gennaio 2013

Piccoli Maestri crescono


Vins Gallico legge Sciascia
©Rino BIanchi
Da piccola credevo che l'amore per la lettura e per i libri, la sete di storie che ti raccontassero quello che potevi diventare in mille altre vite, la gioia di cui i miei occhi si sfamavano davanti a quei colori accesi oppure delicati, eterei o tenebrosi che davano vita alle favole della mia infanzia, e poi quella quasi sensuale dell'inchiostro nero sul foglio bianco, fossero innati in ogni bambino.
Crescendo mi sono accorta che questa mia ingenua supposizione non corrispondeva affatto alla realtà.
Ho imparato che questo amore a volte va nutrito, instillato, accarezzato. I ragazzi oggi hanno un disperato bisogno di punti di riferimento, ma troppo spesso si dimenticano, o non sanno, che i libri gliene possono offrire più di uno. E noi adulti dovremmo essere lì a ricordarglielo. Ogni giorno, con pazienza, assiduità e amore.
A questo si dedica il progetto Piccoli Maestri.

martedì 15 gennaio 2013

Viaggio a Londra prima di dormire


Babbo Natale è stato generoso di libri per la piccola, quest'anno. Ve ne parlerò uno per volta e oggi tocca a una vera chicca di editoria. Le illustrazioni di Emily Sutton sono deliziose, colorate senza essere sgargianti, e personalmente le definirei coinvolgenti. Oh, scusate, il libro è Clara Button a Londra - Una giornata magica, e la storia scritta da Amy De La Haye è un'avventura dentro uno dei musei più affascinanti di Londra, il Victoria & Albert, dove l'autrice è stata curatrice della parte dedicata al costume. La storia rispecchia infatti questo suo passato, e parla di una bambina a cui piace cucire, che ha un fratello guastafeste che le rompe il cappello ereditato dalla nonna, una modista, che lei è solita indossare quando confeziona gil abti e i cappelli per le sue bambole e i suoi animali di pezza. Per consolarla la mamma la porta al museo, e qui inizia la sua avventura, che la vede allontanarsi da sola in una zona chiusa al pubblico. Questo particolare suscita sempre la domanda: "Ma è da sola?"
Sì, è da sola ed entra in un mondo di meraviglia.

lunedì 14 gennaio 2013

Solo con i libri attraverso il bosco senza paura (cit.) #boeri4books

"Boeri, tuffati sempre in luoghi fantastici"
Vi ricordate di Writers Festival e delle nostre #faccedalibro?
Ecco dopo qualche peripezia il momento è arrivato.
Oggi spediremo le nostre facce all'Assessore alla Cultura Stefano Boeri.

"Terra è la nostra sostanza, siamo fatti di questa e di acqua che ti verso a gocce  e di aria che ti fa muovere il petto. Sei della specie umana, guardati intorno e riconosci finalmente, La terra è la nostra altezza calpestabile."
Erri De Luca

Le nostre motivazioni le spieghiamo chiaramente nella lettera che accompagnerà le facce e che vi riportiamo qui sotto.

venerdì 11 gennaio 2013

Aggiornamenti dalla cameretta




Succede che ogni tanto, e spesso accade di venerdì, io trasformi queste pagine in uno spazio intimo e personale, una cameretta chiusa a chiave per vietare l'accesso agli adulti, dove posso riflettere, fare congetture sul mondo e sulla sua genesi e soprattutto sospirare millemila volte davanti al poster di Morten Harket.
Oppure lo trasformo in un angolo simile alla posta del cuore di Marta Flavi, gran donna devo dire, che merita tutta la mia stima per aver sopportato per anni il sardonico trichecone ed esserselo poi fatto soffiare sotto il naso dall'Arpia.
A ogni modo, l'inattività forzata dovuta al fatto che ho preferito chiudere il 2012 col botto, facendomi investire sulle strisce pedonali da un vecchietto avvinazzato alla guida di una Picanto, ha stimolato una serie di argute riflessioni:

giovedì 10 gennaio 2013

Andiamo, ma al verde


Non so a voi, ma a me questo inizio anno ha fatto venire voglia di viaggi, forse per quel lato di scoperta e novità che tanto si intonano a un inizio. Non dimentichiamo, però, di essere rispettosi dell'ambiente, anche quando siamo rilassati e non ci piace avere "regole".

mercoledì 9 gennaio 2013

Le creazioni di Julia Pott per arginare piccole emorragie ventricolari

Eccoci tornate.
Per quanto mi riguarda, con un po' di difficoltà a dire il vero perché questo inizio d'anno non è stato promettente come speravo. Qualcuno però mi ha fatto giustamente notare che non c'è rottura tra un anno e un altro, ma solo un fluido passaggio, una naturale continuazione di ciò che ci portiamo appresso, grezzi fardelli di malinconia, piccole gemme di speranza e buonumore, brandelli di cuore lasciati andare, e colorate toppe venute a prendere il loro posto, perché sono convinta che ogni buco del cuore non si rimargini da solo ma che abbia bisogno del nostro consistente aiuto e delle nostre preziose dita per rattoppare ferite antiche o recenti. Insomma noi siamo i principali artefici non solo del nostro destino, ma delle toppe del nostro cuore. Fosforescenti, trasgressive, cupe, giocose, patchwork, stilose, ma tutte decisamente heartmade.

Questa mattina ci ha pensato Julia Pott a coprire una micro ferita recentissima, una di quelle di cui quasi non ti accorgi, ma che stilla piccole lacrime di sangue con cadenza regolare e crudele, e così d'improvviso ti ritrovi quasi dissanguato senza nemmeno esserti reso conto di essere stato colpito.




martedì 8 gennaio 2013

Nebbia

Un paio di foto, in attesa della vera ripresa, per ricordarci che le cose vanno viste in prospettiva e che la nebbia, prima o poi, si dirada, inondandoci di sole.

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