giovedì 30 maggio 2013

Due parole su un libro


Siamo nell'Inghilterra rurale, lontano dal fragore e dalla mondanità di Londra, siamo a Pagford, che nel suo piccolo rispecchia tutte le paure, le ipocrisie e i fallimenti di una società diffidente nei confronti del nuovo e del diverso. Non fermiamoci, però, di fronte al fatto che Rowling descrive la società inglese, perché basterebbe italianizzare i nomi di personaggi e luoghi e la situazione sarebbe altrettanto credibile.

mercoledì 29 maggio 2013

O-maggio


The Dreaming Beauty


Ascolto i vostri respiri scivolare su di me prima che domattina siano inghiottiti dalla mia fretta tiranna.
Mi chiedo come il tempo possa essere così avaro e allo stesso tempo così generoso di promesse, di baci, di risate.
So che domani le mie parole scorreranno veloci, rotolandovi addosso: è tardi dobbiamo andare, corri, hai preso la cartella?, quanto tempo ci metti a infilarti le scarpe?, e bevilo questo latte che dobbiamo uscire.
Ma stasera vi posso ascoltare, parlare senza repliche, amare senza condizioni. Posso essere me stessa, quella che credevo sarei stata con voi ogni singolo istante. Che poi è vero che troppi ideali fanno male e incasinano la vita.
Allora vi chiedo scusa per tutte le volte che sono stata sorda, per tutte le volte che ho imposto senza chiedere, che non ho sorriso quando potevo, per le volte in cui non ho avuto voglia e non ci ho nemmeno provato. Vi chiedo scusa ma davvero non so come potrei essere diversa.
La porta che ci separa mi lascia arrivare i vostri respiri, voi continuate a dormire, e io domani avrò ancora addosso le vostre speranze diligentemente infilate nelle tasche. Potrei cercare di farne cadere qualcuna a terra con nonchalance, ma voi ve ne accorgereste di certo. In fondo è il vostro compito non permettere che io perda mai la speranza.
Oggi sono stata avara di sogni.
Ma domani giuro farò meglio, saprò fare di meglio quando accenderò la mia mattina dei vostri sorrisi.

martedì 28 maggio 2013

Tutti la amavano. Tutti, tranne uno



Fabiana è stata uccisa. Una delle tante, non certo una come tante. Tutti la amavano, tutti tranne uno, ha detto sua madre. Quell'uno che voleva possederla e possedere il suo destino.
Anch'io ho incontrato quell'uno.
E voglio raccontare quanto sia facile in realtà rimanere abbagliate da un amore malato.

lunedì 27 maggio 2013

Vegetablove. 12 storie d'amore

Lo ammetto, ho un disturbo ossessivo compulsivo nei confronti della cancelleria. Che detto così non sembrerebbe nemmeno poi tanto grave. I problemi nascono quando entro in una cartoleria qualsiasi e, dopo aver fatto un primo giro di ricognizione, inizio ad aprire i quaderni per aspirare l'odore della carta, provo tutte le penne per saggiarne il carattere - non c'è nulla che mi irriti più di quelle penne dal tratto avaro e riottoso - faccio scorrere i post-it fra le dita per ammirarne i cambi cromatici. Diciamolo pure, anzi facciamo proprio outing: io ho un rapporto carnale con la cancelleria.

Ora che siete a conoscenza di questi fatti, provate a immaginare il mio stato d'animo quando ho saputo che a Milano questo week end si sarebbe tenuta la prima mostra mercato interamente dedicata allo stationery design.
Ragazzeee si va alla mostra delle penneeeee.... Sì, due minuti dopo eravamo già in macchina e no, non ho trovato un modo più intelligente per tradurre iin lingua nanesca l'espressione "mostra mercato dello stationery design".


Writing - Design on your desk, il festival che si è chiuso ieri ai Frigoriferi Milanesi, aveva invitato aziende, designer e giovani talenti under 30 a interpretare e reinventare quegli oggetti che normalmente stazionano sulla nostra scrivania e che noi usiamo per scrivere, creare, immaginare, comporre o semplicemente far di conto. Un concentrato di delizie che vi voglio snocciolare davanti agli occhi come un rosario, una per una, lentamente.

giovedì 23 maggio 2013

Bandiere spiegate

Vivienne Westwood

Ci sono alcuni simboli che si ostentano più volentieri di altri. Non so spiegarne il motivo e allora dirò che forse, magari, è un motivo puramente estetico: alcuni simboli sono più belli di altri.A volte basta poco per dare un tocco personale a una casa., e assecondare quella voglia di assertività che magari ci portiamo dietro dall'adolescenza. Un po' come le magliette con le scritte, che dicono agli altri qualcosa di noi. Certo, ogni nostro gesto parla di noi, ma non lo percepiamo esplicitamente. I simboli e le parole (che sempre simboli sono), aumentano la nostra percezione di noi stessi (breve psicanalisi dell'arredo e del vestiario). 
La bandiera britannica, per esempio. (E rieccoci, sempre a parlare di British life). 

mercoledì 22 maggio 2013

I Milanesi aprono i loro armadi

Succede spesso che le cose belle io le scopra quando sono già finite. O peggio, quando sono ormai in scadenza e non posso in alcun modo approfittarne. Un po' come quando in frigo ti accorgi che la pasta brisée scade quel giorno ma gli unici ingredienti che hai a disposizione sono un pezzo di grana stagionato e fagiolini ammuffiti: un po' poco per tirarci fuori una torta.
Ovviamente è accaduto anche questa volta

Mettete un fotografo di talento laureato in Scienze Naturali con una tesi sui leoni in Tanzania. Aggiungete uno spiccato interesse per il tema dell'identità declinata negli oggetti d'uso quotidiano. Mettete a soffriggere in una città esigente ma generosa come Milano. Regolate con un pizzico di voyeurismo fashion e otterrete  la mostra Milan Closets di Pietro Baroni, allestita presso lo Spazio espositivo PwC di Milano fino... a oggi.

Kafka sulla spiaggia

ph. Modeyes
"Ogni dolore è unico, e anche le cicatrici hanno una forma diversa per ciascuno. Perciò nel combattere la discriminazione e l'ingiustizia, credo di non essere secondo a nessuno. Ma se c'è una cosa che mi indigna ancora di più, sono le persone prive di immaginazione. Quelle che T. S. Eliot chiamava << gli uomini vuoti>>. Persone insensibili che coprono questa loro mancanza di immaginazione, questo loro vuoto, con un ammasso di segatura, e senza rendersene minimamente conto se ne vanno in giro per il mondo a tentare di imporre a tutti i costi la loro ottusità agli altri, mettendo in fila parole vuote e senza senso. Se si ha il coraggio di riconoscere i propri errori, il più delle volte è possibile rimediare. Ma la ristrettezza di vedute, la rigidità di chi è privo di immaginazione ha una natura simile a quella dei parassiti. Si trasferiscono da un organismo all'altro, mutano di forma e continuano a vivere e a proliferare. Sono casi senza speranza."

Murakami Haruki
Kafka sulla spiaggia
Traduzione dal giapponese di Giorgio Amitrano
Einaudi

martedì 21 maggio 2013

Il sole dentro... e fuori


La pioggia non mi fermerà. Mai. Mica per niente riesco a provare un'immensa passione per la Gran Bretagna, in fondo. La pioggia, per me, non è BRUTTO tempo, è solo diverso dal sole, un po' più malinconico, più freddo, e di certo meno comodo per attività all'aperto, viaggi e gite. Questo però non mi ferma, non mi fa chiudere in casa e... spero che in qualche modo il tempo sarà clemente. I luoghi, i paesaggi, hanno un loro fascino anche sotto un cielo plumbeo.

lunedì 20 maggio 2013

Vestivamo alla marinara

José Aznar * Argentine * Années 1900
A chi non capita di rivedere le proprie foto di qualche anno fa e pensare: ummaronna ma mi ero vestita al buio? Se andiamo indietro ancora un po', alle immagini di quando eravamo bambini, l'effetto è più o meno lo stesso, l'unico aspetto positivo è che almeno abbiamo qualcun altro da incolpare, che mica ci sceglievamo da soli gli abiti a quell'età, noi. Adesso le mie figlie mi impongono un dresscode che nemmeno alla corte austroungarica, ma anche questo è un segno dell'evolversi dei tempi.
La moda è un riflesso della società, al pari del design e della storia dell'arte. Aggiungiamoci anche un pizzico di estro personale, et voilà il capolavoro è fatto.
C'è chi ha pensato di raccogliere tutte le nostre foto di bambini più o meno sapientemente abbigliati, per vedere con un solo colpo d'occhio le conseguenze del passare del tempo sul nostro modo di vestirci. Il tutto suddiviso per categorie, dagli anni Dieci agli anni Novanta, passando per gli abiti da cerimonia a quegli dal taglio alla marinara.

venerdì 17 maggio 2013

Ideali editoriali


Lavoro nel mondo dell'editoria da diversi anni, e come per tutti gli ambiti, credo, si creano dei miti, dei sogni... uno dei miti che si sono ben costruiti nel mio immaginario editoriale è la casa editrice ISBN. Miti in che senso? Nel senso che per me sono un mito, grandissimi, fantastici e via dicendo.
Sfogliando pigramente il loro catalogo, così, per dare una parvenza di senso estetico alla mia giornata lavorativa, mi sono imbattuta nei loro libri illustrati, per bambini o ragazzi. E il mito si è rafforzato.

mercoledì 15 maggio 2013

La storia di Malin che voleva diventare un tiglio


Ci sono libri che vibrano di una poesia speciale. Storie antiche ma allo stesso tempo attualissime nelle quali tutti, adulti, bambini, bambini cresciuti, si possono riconoscere. Se poi è un libro praticamente introvabile e fuori edizione già dagli anni Ottanta, il suo fascino diventa irresistibile.

Suona il mio tiglio, canta il mio usignolo di Astrid Lindgren è uno di questi.


Molti anni fa, quando la povertà era ancora molto diffusa in tutti i paesi, esisteva l'ospizio dei poveri, uno in ogni parrocchia. Lì abitavano i vecchi che non potevano più lavorare, i malati, i mezzi matti e i bambini soli di cui nessuno si voleva più prendere cura. 
Lì un giorno capitò una bambina di otto anni di nome Malin.

martedì 14 maggio 2013

Let's print it together!

Una piccola incursione per esortarvi a provarci. Perché troppo spesso la paura di fallire frena anche le più ardite possibilità, verità applicabile in qualsiasi campo, soprattutto in quello delle relazioni umane.
Ma non è su questo in particolare che voglio condividere la mia esperienza, anche perché io con gli uomini ci ho sempre provato, con risultati altalenanti.

Qui il senso di provarci è quello di mettersi in gioco in quello che ritenete meno attinente alle vostre capacità. Fatelo almeno una volta al mese, è un esercizio che aiuta a spostare un po' più in là il vostro limite, con iniezioni di autostima che dovrebbero tenervi su per settimane intere.

Io non sono capace di creare niente con le mie mani. So usare le parole - anche quello a fasi alterne - ma sono poco pratica della vita concreta.
Tuttavia ci ho provato. Una volta qui. E un'altra volta sabato scorso, con il laboratorio di incisione e stampa organizzato da Lucciole in occasione del MinniMarket edizione primaverile.




lunedì 13 maggio 2013

Mamme che sorridono

Mother and child - Walking together

Colpevolmente assenti dalla rete nel giorno della Festa della Mamma, per trascorrere una bella giornata di sole all'aria aperta con le marmocchie, rinnoviamo oggi i nostri auguri a tutte le mamme, in particolar modo a quelle che, come noi, non si lasciano cogliere dall'ansia del lavoro, ma preferiscono al momento giusto uno scivolo rosso a una tastiera bianca (o nera). 

giovedì 9 maggio 2013

Abitare il mondo in bellezza


Non vi capita mai di sentirvi completamente impotente di fronte al mondo? Catapultati in n vortice di realtà che cambiereste, se solo aveste la bacchetta magica? A me capita di continuo, e soprattutto per quello che riguarda lo sfruttamento del paesaggio, sia urbano che naturale.
E mi domando, di continuo ultimamente, perché cavolo non ho studiato architettura e non sono diventata n architetto? Mi sarei sentita forse meno impotente, se avessi avuto la possibilità di lavorare a grandi progetti, ecologici, in rispetto con l'ambiente? Mi sarei sentita meno impotente se avessi potuto costruire bellezza, e magari contribuire a rendere anche le periferie ambienti "umani", dove è bello vivere e guardarsi intorno?

mercoledì 8 maggio 2013

Gli esami non finiscono mai


Sono giorni strani, questi.
Giorni in cui mi sento costantemente messa alla prova e in cui mi chiedo se veramente ogni prova a cui ci sottoponiamo riesca a rendere giustizia all'impegno, al sudore, alle lacrime che spendiamo in quello che facciamo.
Le prove in cui mi destreggio quotidianamente sono molteplici.

Prova di resistenza: Prova anche tu a non sbroccare quando la scelta di un libro per la lettura serale dura dai 35 ai 45 minuti, senza avere nemmeno a disposizione un'area ristoro.

martedì 7 maggio 2013

Lapin & Me: ritorno all'infanzia

Personalmente trovo che mai come in questo periodo si tenda a considerare i bambini come piccoli adulti: i giochi, gli accessori, soprattutto la moda si sforzano di rimandarci delle versioni miniaturizzate di noi stessi, dei mini-me che solleticano il nostro ego ma non hanno alcuna attinenza con i loro desideri, le loro aspirazioni, la loro natura. Con il rischio poi di generare quei piccoli cloni che scimmiottano il mondo degli adulti, le loro dinamiche, il loro modo di parlare, il loro modo di relazionarsi.
Per questo amo tanto il gusto vintage e retrò, soprattutto quando si parla di bambini. Perché rimanda a un'infanzia perduta che, lungi dall'essere stata idilliaca, possedeva in sé il germe della purezza e dell'incoscienza. Due caratteristiche che oggi stento ad associare ai piccoli.



Lapin & Me nasce dall'idea e dall'ispirazione di due donne, non due donne qualunque ma una mamma e una figlia, due generazioni a confronto accomunate dallo stesso gusto per tutto quello che è retrò proprio nell'accezione di cui ho parlato prima. Puro, immediato, infantile, semplice.

lunedì 6 maggio 2013

In bloom

Semplicemente British



Sono soddisfatta, perché nella mia passione per tutto quanto è British, oggi posso aggiungere anche il design di arredo, perché ho scoperto (no, lo ammetto, non lo sapevo) che Modus è un produttore britannico, che si serve di designer internazionali per la creazione di mobili che... per la maggior parte vorrei in casa mia.

giovedì 2 maggio 2013

We're back

U.K.


(English text)
Welcome back to the English Corner! I'm so sorry I stopped the corner in such a way, but different projects took up most of my time. Now we're back again, and I'm writing about fear and changes today.
I'm the kind of person that is easily afraid, and change is the one thing that lures me and freaks me out at the same time.
Any change calls a certain amount of risk, and there can't be any improvement wihtout risk.
Sometimes despair is a better spur to action. I'm lucky enough non to be desperate, so I'll behave like a child: I'll close my eyes and think positive.

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